Condoni

Il condono edilizio è la possibilità di ottenere la sanatoria per aver effettuato opere edilizie in assenza di un titolo abilitativo (concessione, autorizzazione, denuncia di inizio attività) e per questo definite abusive.

Il condono edilizio è stato regolato nel tempo da tre leggi diverse. Il primo condono fa riferimento alla legge n° 47 del 28.02.1985. Il secondo condono fa riferimento alla legge n° 724 del 23.12.1994 – art. 39. Il terzo condono fa riferimento alla legge n° 326 del 24.11.2003.

In base alle leggi suddette il condono edilizio poteva essere richiesto entro una data stabilita dalle leggi stesse. Oggi è possibile richiedere il condono edilizio esclusivamente in un solo caso e cioè quando l’immobile sia oggetto di trasferimento derivante da procedure esecutive (ad esempio da fallimenti). La domanda può essere presentata entro 120 giorni dall’atto di trasferimento (decreto del Giudice).

La presentazione della domanda di condono edilizio comportava il pagamento di una oblazione a favore dello Stato, da calcolare per le diverse tipologie di abuso commesso.

Modalità di richiesta

Il condono edilizio viene rilasciato dal Comune al momento in cui la domanda a suo tempo presentata risulta completa di tutta la documentazione dovuta per legge oltre a quella richiesta dal Comune, che è tenuto a verificare anche l’esattezza e la congruità dell’oblazione versata. Il pagamento dell’oblazione estingue i reati penali ed amministrativi per aver realizzato le opere abusive. Il condono edilizio comporta anche, al momento del rilascio, il pagamento del contributo di concessione, se dovuto, al comune.

L’ottenimento del condono edilizio costituisce la legittimazione delle opere abusivamente eseguite a suo tempo. Ciò dà al proprietario di un immobile la certezza di possedere un bene regolare a norma di legge e la possibilità di poterlo ristrutturare e/o commercializzare senza impedimenti.

Rettifica ERRORI MATERIALI

E’ possibile richiedere e ottenere la rettifica degli errori formali sui condoni rilasciati e degli errori materiali sui condoni  in itinere.

Si può procedere con le procedure  di riesame degli errori materiali, solo sui condoni in itinere, se ricorrono tutte le seguenti condizioni:

  1. dimostrazione in modo inequivocabile che la rappresentazione grafica allegata agli atti della richiesta di condono o allegata al titolo abilitativo in sanatoria non sia rispondente allo stato di fatto effettivamente esistente alla data definita dalla normativa di riferimento al caso specifico;
  2. sia accertabile che la suddetta discordanza non possa imputarsi ad un intervento edilizio successivo alla richiesta o alla sanatoria concessa;
  3. non si configuri in alcun modo una integrazione sostanziale della concessione in sanatoria, ovvero una richiesta di condono “aggiuntiva” avanzata in un secondo momento, ma deve essere sempre riferibile a un’istanza presentata precedentemente;
  4. l’opera edilizia abusiva va identificata con riferimento all’unitarietà dell’edificio ( e anche dell’unità immobiliare) e conseguentemente il rilascio della concessione edilizia in sanatoria deve risultare fondato sul rilievo dell’inscindibilità dell’opera edilizia caratterizzata da una struttura unitaria.

Le richieste di correzioni vanno trasmesse ESCLUSIVAMENTE alla Pec: protocollo@pec.comune.pescara.it 

Per la correzione di errori meramente formali (es: errori nell’anagrafica del richiedente o nei dati toponomastici e catastali) si può fare richiesta utilizzando questo modulo

Per la rettifica di errori materiali senza incidenza e con incidenza sui carichi urbanistico edilizi (superficie, volume, altezza, distacchi, sagoma, standard urbanisitici ed edilizi) commessi nella individuazione dell’abuso e/o nella rappresentazione grafica è possibile presentare istanza utilizzando questo modulo

AGIBILITA’

Per gli immobili oggetto di condono, si potrà seguire la procedura della SCAGI

MODULISTICA

Dichiarazione di idoneità statica (art. 35)

 

Modello per correzione errori formali

Modello per richiesta rettifica errori materiali

PAS – Procedura Abilitativa Semplificata

Documentazione necessaria e informazioni sul procedimento da seguire


Descrizione del procedimento e riferimenti normativi

La PAS (Procedura Abilitativa Semplificata) è uno strumento previsto dal D.Lgs. 3 marzo 2011 n. 28 per i casi di intervento relativamente ad impianti a fonti rinnovabili.
Il D.Lgs. 25 novembre 2016 n. 222 (Sezione II – EDILIZIA – punto 97) ha ricondotto il titolo suddetto tra quelli soggetti a SCIA.

In particolare si applica agli impianti:

  • impianti fotovoltaici con moduli sugli edifici con superficie complessiva non superiore a quella del tetto di qualsiasi potenza per i quali non è applicabile la semplice comunicazione al Comune;

(integrati e non se ricadono in aree vincolate ai sensi del D.Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 con esclusione di quelli previsti dal Decreto 19 maggio 2015)

  • impianti fotovoltaici a terra (in assenza di vincoli) fino a 1 MW (v. DD.GG.RR 244 del 22/03/2010 e 931 del 28/12/2012) per i quali non è applicabile la semplice comunicazione al Comune;
  • impianti a biomasse operanti in assetto cogenerativo fino a 1000 kWe = 3000 kWt (piccola cogenerazione) per i quali non è applicabile la semplice comunicazione al Comune (art. 27 L. 23 luglio 2009 n. 99 comma 20);
  • impianti a biomasse fino a 200 kW (v. tabella A del D.Lgs. 29 dicembre 2003 n. 387) per i quali non è applicabile la semplice comunicazione al Comune;
  • impianti a gas di discarica, gas residuati da processi di depurazione e biogas operanti in assetto cogenerativo fino a 1000 kWe = 3000 kWt (piccola cogenerazione) per i quali non è applicabile la semplice comunicazione al Comune (v. tabella A del D.Lgs. 29 dicembre 2003 n. 387 e art. 27 L. 23 luglio 2009 n. 99 comma 20);
  • impianti a gas di discarica, gas residuati da processi di depurazione e biogas fino a 250 kW (v. tabella A del D.Lgs. 29 dicembre 2003 n. 387) per i quali non è applicabile la semplice comunicazione al Comune;
  • impianti eolici fino a 60 kW (v. tabella A del D.Lgs. 29 dicembre 2003 n. 387) per i quali non è applicabile la semplice comunicazione al Comune;
  • torri anemometriche destinate a misurazioni del vento di durata superiore ai 36 mesi;
  • impianti idroelettrici fino a 100 kW (v. tabella A del D.Lgs. 29 dicembre 2003 n. 387) per i quali non è applicabile la semplice comunicazione al Comune.

La presentazione della SCIA (PAS) non comporta da parte dell’Amministrazione Comunale l’emissione di alcun atto autorizzativo: il titolo autorizzativo è costituito dalla stessa SCIA (PAS), divenuta efficace nei termini di legge. Il professionista (tecnico abilitato) asseverante agisce in qualità di persona esercente un servizio di pubblica necessità ex artt. 359 e 481 del Codice Penale, assumendosene le relative responsabilità.
La realizzazione di interventi edilizi in assenza o difformità della SCIA (PAS) costituisce abuso edilizio sanzionato nei termini di legge e regolamento (cfr. art. 44 D.Lgs. 3 marzo 2011 n. 28, D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 e Regolamento Edilizio).

Il proprietario dell’immobile o chi abbia titolo deve presentare la SCIA (PAS), almeno trenta giorni prima dell’effettivo inizio dei lavori.

Modalità di presentazione delle istanze

Chi può presentare l’istanza

Deve essere presentata dal proprietario dell’immobile o da chi abbia titolo per richiederlo, o dal legale rappresentante, in caso di società, o da un procuratore-delegato appositamente conferito tramite procura speciale-delega.

A chi deve essere presentata

Al SUE competente in cui è situato l’immobile oggetto dell’intervento, accompagnata dagli elaborati progettuali e dagli altri documenti previsti dal D.Lgs. 3 marzo 2011 n. 28, dalla DGR 931 del 28/12/2012 e dalla parte III dell’allegato al DM 10/09/2010.

 

Validità

La SCIA (PAS) è sottoposta al termine massimo di efficacia pari a 3 anni. La realizzazione della parte non ultimata dell’intervento è subordinata a nuova SCIA (PAS). Ultimato l’intervento, la comunicazione di fine lavori deve essere accompagnata da un certificato di collaudo finale a firma del progettista o di tecnico abilitato, con il quale si attesta la conformità dell’opera al progetto presentato con la PAS; contestualmente deve essere presentata ricevuta dell’avvenuta presentazione della variazione catastale conseguente alle opere realizzate ovvero dichiarazione che le stesse non hanno comportato modificazioni del classamento.

Riferimenti normativi

Normativa nazionale

D.Lgs. 3 marzo 2011 n. 28 “Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE. (11G0067)”
D.Lgs. 29 dicembre 2003 n. 387 “Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità”

Normativa regionale

DD.GG.RR n°244 del 22/03/2010 e n°931 del 28/12/2012

 

Documentazione da presentare e modalità

La PAS deve essere presentata esclusivamente in modalità cartacea o tramite pec.

Modulistica:

 

Costi

La presentazione della SCIAè soggetta al pagamento di:

  • € 107,23 per diritti tecnici;
  • € 20 per diritti di segreteria;
  • contributo di costruzione, se previsto. In questo caso il richiedente deve allegare alla Scia la ricevuta del versamento, nella misura determinata dal l’ufficio oneri, in relazione alle opere da eseguire in base alle tabelle vigenti e al disciplinare oneri disponibili presso il Sue.

Fine Lavori e Certificato di collaudo finale

A lavori ultimati è possibile presentare il relativo modulo al Sue:

Normativa di riferimento:

Deposito di frazionamento catastale

Descrizione Servizio

Cos’è

E’ il deposito presso il Comune dei frazionamenti catastali di terreni, secondo quanto prescritto dal comma 5, art. 30 del D.P.R. 380/2001 (Testo Unico Edilizia).

A cosa serve

I frazionamenti catastali dei terreni non possono essere approvati dall’Agenzia del Territorio se non viene rilasciata l’attestazione di deposito da parte degli uffici comunali.

Come si richiede

La richiesta di deposito del frazionamento catastale di terreni viene predisposta e consegnata da parte di un tecnico.

L’Ufficio Tecnico provvede a timbrare il tipo frazionamento e lo restituisce al richiedente con l’attestazione dell’avvenuto deposito per la successiva presentazione al Polo Catastale.

Allegati obbligatori alla richiesta

  • N. 3 copie del tipo frazionamento.

Dove rivolgersi per chiarimenti

  • SUE – Tecnico incaricato arch. Nevio Morelli

Dove depositare la richiesta

  • Presso il Protocollo generale del Comune.

Tempi di rilascio

  • Entro 30 giorni dalla data di deposito della richiesta presso lo Sportello Unico.

Costi per rilascio:

  • Diritti tecnici: € 36,60
  • Diritti di segreteria: € 6,00

Modulistica:

Segnalazione certificata di agibilità

Edilizia residenziale SCIA – Edilizia attività produttive SCIAS

Documentazione necessaria e informazioni sul procedimento da seguire

Descrizione

La SCIA per Agibilità (SCAGI) attesta l’esistenza, in un immobile, delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico, la conformità degli impianti installati e degli interventi edilizi realizzati al progetto approvato.
Deve essere sempre presentata in caso di interventi di nuova costruzione, di ricostruzioni o sopraelevazioni, totali o parziali ed in tutti i casi di interventi su edifici esistenti che hanno modificato le condizioni predette.
La Scagi deve essere presentata entro 15 giorni dall’ultimazione dei lavori.

Può anche essere parziale, cioè riguardare:

  1. singoli edifici o singole porzioni della costruzione, a condizione che siano funzionalmente autonomi, qualora siano state realizzate e collaudate le opere di urbanizzazione primaria relative all’intero intervento edilizio e siano state completate e collaudate le parti strutturali connesse, nonché collaudati e certificati gli impianti riferiti alle parti comuni;
  2. singole unità immobiliari, a condizione che siano completate e collaudate le opere strutturali connesse, siano certificati gli impianti e siano completate le parti comuni e le opere di urbanizzazione primaria dichiarate funzionali rispetto all’edificio oggetto di agibilità parziale.

La mancata presentazione della SCIA determina l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 77 a 464 euro. DETERMINA

Dall’11 dicembre 2016, la presentazione della Segnalazione certificata di agibilità sostituisce la richiesta del certificato di agibilità e la attestazione di agibilità, come disposto dal D. Lgs 222 del 25/11/2016, che ha modificato il DPR 380/2001.

Chi può presentare la SCIA per Agibilità

Di norma la SCIA è inviata dal titolare del permesso di costruire o da chi ha presentato la SCIA.

Non sussistono, però, limitazioni al diritto di presentarla, che può essere esercitato da chi ne ha effettivamente interesse (ad esempio il nuovo proprietario dell’immobile).

Documentazione da presentare e modalità

La Scia per agibilità va presentata esclusivamente in modalità telematica sul Portale  dedicato.

In caso di problemi tecnici del portale  sarà accettata via pec, allegando  lo screenshot del problema tecnico che non ha consentito l’invio on line.

Moduli da caricare online:

Costi

La presentazione della SCIA è soggetta al pagamento:

  • dei diritti tecnici pari a € 72,95;
  • dei diritti di segreteria pari a € 6,00.

Come da Determina Dirigenziale n. 66 del 3 marzo 2009, la sanzione conseguente alla mancata o tardiva presentazione della SCAGI, a far data dall’ultimazione dei lavori, è:

  • da 15 giorni a 3 mesi: € 77,00;
  • da 3 mesi a 1 anno: € 154,00;
  • oltre 1 anno: € 464,00.

 

Tempi

E’ possibile utilizzare l’immobile dalla data della presentazione della segnalazione certificata completa della documentazione prevista.

Nel termine di 30 giorni dalla presentazione della SCIA, l’Amministrazione comunale, nel caso di carenza dei requisiti e dei presupposti di legge, prescrive le misure necessarie per l’adeguamento alla normativa vigente.

Normativa di riferimento:

  • DPR 6/6/2001 n. 380,  artt. 24 e 26 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”.

Ultimo aggiornamento: 04/03/2020

Permesso di costruire

Edilizia residenziale PdC* – Edilizia attività produttive PdCS*

Documentazione necessaria e informazioni sul procedimento da seguire

Descrizione

Il permesso di costruire è un provvedimento amministrativo, emesso dal Comune, che consente la realizzazione dei principali interventi di trasformazione urbanistica e edilizia del territorio.

Secondo il Testo unico sull’edilizia (DPR 6/6/2001 n. 380) il permesso di costruire è necessario per:

  • gli interventi di nuova costruzione. Sono da considerarsi tali:
    • la costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero  l’ampliamento di quelli esistenti all’esterno della  sagoma esistente;
    • gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria realizzati da soggetti diversi dal Comune;
    • la realizzazione di infrastrutture e di impianti, anche per pubblici servizi, che comporti la trasformazione in via permanente di suolo inedificato;
    • l’installazione di torri e tralicci per impianti radio-ricetrasmittenti e di ripetitori per i servizi di telecomunicazione (v. art. 87 e segg. del D.lgs. 259/2003);
    • l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, ad eccezione di quelli che siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee o siano ricompresi in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore;
    • gli interventi pertinenziali che le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, qualifichino come interventi di nuova costruzione, ovvero che comportino la realizzazione di un volume superiore al 20% del volume dell’edificio principale;
    • la realizzazione di depositi di merci o di materiali, la realizzazione di impianti per attività produttive all’aperto ove comportino l’esecuzione di  lavori cui consegua la trasformazione permanente del suolo inedificato.
  • gli interventi di ristrutturazione urbanistica, che sono destinati a sostituire l’esistente tessuto urbanistico edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della sede stradale;
  • gli interventi di ristrutturazione edilizia (ristrutturazione c.d. pesante) che portano ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportano modifiche alla volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportano mutamenti della destinazione d’uso o modificazione della sagoma degli immobili soggetti a vincolo ai sensi del D.Lgs. 22/1/2004 n. 42. Solo per questi interventi è prevista la possibilità di utilizzare, in alternativa al permesso di costruire, anche la Scia (SCIA Alternativa al Permesso di Costruire).

Chi può fare richiesta

La domanda  di permesso deve essere presentata da chi è titolare di un diritto reale (proprietà, usufrutto, uso, ecc.) sul bene immobile oggetto dell’intervento edilizio, ovvero dal titolare di un diritto personale compatibile con l’intervento da realizzare (es. rapporto di locazione – conduzione).

Documentazione da presentare e modalità

Il Permesso di Costruire deve essere presentato  esclusivamente in modalità telematica sul Portale dedicato.

In caso di problemi tecnici del portale  sarà accettata via pec, allegando  lo screenshot del problema tecnico che non ha consentito l’invio on line.

Moduli da caricare online:

  • Richiesta di permesso di costruire
    D – Soggetti coinvolti
  • Rifiuti da C&D
  • Procura speciale per l’invio di pratiche online (da utilizzare anche nell’eventualità dell’invio via pec)
  • Eventuali:
  • Per interventi in area cimiteriale:
  • Integrazioni successive:
  • Elaborati grafici:
    • Nella relazione tecnica dovrà essere esplicata la ritenuta fattibilità dell’intervento con riferimento al PRG, vigente e/o adottato, agli altri piani di livello territoriale, al presente regolamento e alle normative di dovuto riferimento.
    • Gli elaborati grafici di progetto devono riportare l’indicazione dell’oggetto e dell’ubicazione dell’intervento, la scala dei disegni, la data di redazione e il nome di chi richiede la pratica, nonché il nome del progettista con apposizione del timbro di iscrizione al relativo albo/ordine/collegio.
    • Negli elaborati dovranno essere rappresentati tutte le parti dell’edificio e/o dell’immobile oggetto di intervento, ossia tutte le piante, le sezioni ed i prospetti, con indicazione per ogni spazio, vano e locale, delle relative utilizzazioni o destinazioni d’uso, esistenti e/o di progetto. Ogni pianta e sezione deve essere quotata, con obbligo di evidenziare chiaramente, nel caso in cui ci si avvalga delle deroghe consentite dall’art.14, commi 6 e 7, del Dlgs n.102/2014 e s.m., le diversificazioni degli spessori in incremento. Nel caso di opere murarie di contenimento dovrà essere rappresentato il relativo prospetto d’insieme opportunamente quotato.
    • Gli eventuali ‘locali tecnici’ dovranno recare l’indicazione dell’esatta funzione svolta nell’ambito dell’edificio. La loro effettiva necessità, in relazione alle caratteristiche dell’impianto e della destinazione d’uso dell’unità immobiliare, dovrà essere congruamente giustificata nella relazione tecnica.
    • Nel caso di progetti che prevedano il rispetto delle norme relative all’abbattimento delle barriere architettoniche, anche per quanto previsto dal presente regolamento, i relativi elaborati dovranno esemplificare chiaramente le soluzioni progettuali e gli accorgimenti tecnici che si intendono adottare per garantire il soddisfacimento delle prescrizioni in materia di accessibilità, visitabilità ed adattabilità dei locali, i percorsi di accesso, nonché la possibilità di fruire dei servizi igienici, compresi gli antibagni e relativi ambienti di disimpegno in relazione alle dimensioni, da parte di persone diversamente abili.
    • In caso di contrasto fra le dimensioni rappresentate graficamente e quelle scritte, prevalgono queste ultime.
    • Alla domanda devono essere allegati, pena l’inammissibilità della stessa, gli elaborati tecnici ed i documenti di seguito specificati, salvo prescrizioni del P.R.G. e di P.P. per particolari zone:
      • Dichiarazione sostitutiva di atto notorio, sottoscritta dal richiedente, attestante che l’area interessata non sia stata già asservita da precedenti concessioni e licenze edilizie e che non presenti servitù di inedificabilità;
      • Estratti del P.R.G. e dell’eventuale Piano Urbanistico Attuativo, con evidenziato l’immobile e/o l’area di intervento;
      • Documentazione catastale costituita da estratto di mappa in scala 1:2000/1:1000 e da certificato catastale. Tali documenti devono contenere gli elementi necessari ad identificare tutte le particelle oggetto dell’intervento, la relativa superficie e proprietà;
      • Planimetria dell’area di intervento per nuove costruzioni, ivi compresi gli ampliamenti, in scala non inferiore a 1:500, con l’indicazione dei limiti di proprietà, delle quote planimetriche e altimetriche del terreno (riferite alla quota stradale), di tutti i fabbricati circostanti, delle strade limitrofe al lotto e delle alberature esistenti; per gli interventi sull’esistente è inoltre richiesto rilievo quotato delle parti di immobile con le piante dei vari piani interessati dalle opere stesse, in scala non inferiore a 1:100, con l’indicazione delle destinazioni d’uso dei locali, dei prospetti, di almeno due sezioni significative e delle reti dei servizi esistenti: planimetria catastale in scala 1:1000/1:500 con rappresentazione del perimetro del lotto interessato dall’intervento, della sagoma di massimo ingombro dell’opera da realizzare con indicazione delle distanze dai confini di proprietà, nonché con l’individuazione delle eventuali aree di cessione;
      • Elaborati grafici di progetto comprendenti:
        • Planimetria catastale in scala 1:1000/1:2000 con il corretto inserimento della sagoma del fabbricato e del relativo lotto di pertinenza con indicazione dei distacchi dai confini;
        • Planimetria in scala 1:200 con individuazione delle soluzioni progettuali dell’area di intervento, nella quale sia rappresentata l’opera progettata nelle sue dimensioni, quote generali relative alle distanze dai confini e dai fabbricati limitrofi. Dovranno essere indicati i parcheggi, le alberature e il verde, le recinzioni, gli ingressi pedonali e carrabili e quant’altro possa occorrere al fine di chiarire esaurientemente i rapporti fra l’opera e l’area circostante, sia essa pubblica che privata;
        • Piante quotate in scala 1:100 di tutti i piani dell’opera, con l’indicazione della superficie utile netta e delle destinazioni d’uso sei singoli locali;
        • Prospetti in scala 1:100 dell’opera ed almeno due sezioni significative;
        • Per interventi sull’esistente, piante, almeno due sezioni, prospetti, in scala 1:100, indicanti, con adeguati grafismi o campiture, le demolizioni le parti di nuova costruzione e le parti da sostituire o da consolidare;
        • Planimetria ed eventuali prospetti o sezioni in scala 1:200 per indicare:
          • Tracciato delle reti di smaltimento delle acque bianche e nere e le caratteristiche tecniche del sistema di smaltimento;
          • Eventuale impianto di depurazione delle acque di scarico industriali e nere;
          • Impianti tecnologici esterni (centrali di trattamento aria, gruppi refrigeratori d’acqua, torri evaporative, ecc.) con indicazione dei livelli di potenza sonora di tutte le apparecchiature e della pressione sonora massima in prossimità delle pareti degli edifici circostanti;
          • Posizionamento in pianta della centrale termica e relativi locali accessori;
          • Particolari costruttivi e ubicazione delle canne fumarie per lo smaltimenti dei prodotti della combustione nel rispetto delle norme vigenti;
  • Documentazione fotografica
    • Per interventi in zona agricola su edifici funzionali all’esercizio dell’attività agricola è altresì richiesta la seguente documentazione:
      • Planimetria con esatta delimitazione e relativa superficie dell’azienda agricola;
      • Relazione con descrizione del tipo di conduzione dell’azienda, della consistenza dei fabbricati esistenti e delle relative destinazioni inerenti l’attività;
      • Certificato attestante la qualifica di imprenditore agricolo a titolo principale (in caso di concessione gratuita).

Modalità per il rilascio

Il permesso di costruire viene rilasciato se l’intervento è conforme alla vigente disciplina urbanistico edilizia e a tutta la restante normativa di settore avente incidenza con l’attività edilizia (normativa di sicurezza, antincendio, igienico sanitaria, efficienza energetica, ecc).
Dopo l’acquisizione dei pareri degli Enti o dei Settori comunali competenti, il permesso di costruire è rilasciato dal Dirigente responsabile. L’avviso di rilascio è notificato al richiedente.

Tempi

Entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, il responsabile del procedimento esegue l’istruttoria ed acquisisce i pareri necessari, formulando una proposta di provvedimento. Il termine dell’istruttoria può essere raddoppiato per progetti particolarmente complessi su motivata risoluzione del responsabile del procedimento. Il permesso è rilasciato dal dirigente entro 30 giorni dalla proposta del responsabile del procedimento.

Decorso inutilmente il termine di 90 giorni complessivi per l’adozione del provvedimento conclusivo, la domanda si intende accolta (c.d. silenzio-assenso).

Se l’immobile è interessato da vincoli ambientali, paesaggistici o culturali il procedimento viene concluso con l’adozione di un provvedimento espresso; se sussiste parere negativo dell’Ente preposto alla tutela del vincolo, viene comunicato al richiedente il diniego della domanda.

Il termine per l’istruttoria è interrotto entro 30 giorni se viene effettuata, dal responsabile del procedimento, la richiesta di documenti ad integrazione della documentazione presentata e ricomincia a decorrere per intero dalla data di invio della documentazione. Lo stesso termine può essere sospeso nel caso in cui il responsabile del procedimento richieda modifiche di modesta entità rispetto al progetto originario.

Il procedimento e i tempi di rilascio sono disciplinati dall’art. 20 del DPR 380/2001.

Durata del permesso

L’inizio dei lavori deve avvenire entro 1 anno dal rilascio del permesso e deve essere comunicato al Comune. I lavori devono essere ultimati entro 3 anni dall’inizio. Decorsi tali termini il permesso decade di diritto. Se le opere non risultano ultimate nei termini di validità deve essere presentata una nuova richiesta di permesso o una SCIA  alternativa, oppure una Scia se le opere residue possono essere realizzate con la Scia.

L’efficacia temporale del permesso è disciplinata dall’art. 15 del DPR 380/2001.

Costi

I costi del permesso di costruire sono:

  • L’imposta di bollo pari a €16;
  • Residenziali (per nuove costruzioni, sopraelevazioni, ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni, sanatoria ex art. 13 L. 47/1985): diritti tecnici € 232,60 fino a ma. 500; € 0,50  per ogni mcPER OGNI MC; diritti di segreteria € 20,20;
  • Produttive (per nuove costruzioni industriali, artigianali, commerciali, agricole, sanatorie ex art. 13 L. 47/1985): diritti tecnici € 392,30; diritti di segreteria € 20,20;
  • Permesso di costruire SUE e SUAP (per ristrutturazioni, completamenti, varianti, sanatorie ex art. 13 L. 47/1985): diritti tecnici € 232,60; diritti di segreteria € 20,20;
  • Contributo di costruzione, se previsto, nella misura determinata dal l’ufficio oneri, in relazione alle opere da eseguire in base alle tabelle vigenti e al disciplinare oneri disponibili presso il SUE; prima del ritiro del permesso deve essere versato il contributo di costruzione.

Rateizzazioni

La quota di contributo commisurata all’incidenza delle opere di urbanizzazione deve essere corrisposta al Comune (secondo quanto stabilito dalla vigente legislazione) in unica soluzione ovvero in quattro rate semestrali, la prima delle quali all’atto del rilascio del titolo edilizio, secondo quanto stabilito dall’art. 9 della legge regionale 89/98;

A scomputo totale o parziale della quota dovuta, il concessionario può richiedere di realizzare direttamente tutte o parte delle opere di urbanizzazione da realizzare su suolo pubblico.

Qualora il Comune accetti la richiesta, determina il costo di tali opere, che può essere detratto dal contributo di cui al comma precedente, se per lo stesso importo il richiedente consegni al Comune una corrispondente fideiussione unitamente all’atto con il quale si obbliga ad eseguire le opere di cui sopra.

Tale fideiussione può essere decurtata in corrispondenza delle fasi esecutive e a collaudo avvenuto delle opere stesse.

La quota di contributo relativa al costo di costruzione è determinata all’atto del rilascio del Permesso di Costruire ed è corrisposta in corso d’opera con le modalità e le garanzie stabilite con apposita delibera di Consiglio e, comunque, non oltre sessanta giorni dall’ultimazione delle opere o dalla data di scadenza della validità della concessione edilizia, eventualmente prorogata quando l’edificio risulti ultimato strutturalmente e definito nelle linee di massimo ingombro.

A garanzia di tale versamento, prima dell’inizio dei lavori, il concessionario deposita una fideiussione pari all’importo dovuto.

Il tardivo o mancato pagamento del contributo di costruzione comporta le sanzioni di cui all’articolo 42 del DPR n.380/2001 e s. m . e i.

Comunicazione di inizio e fine lavori

Comunicazione di inizio lavori
Prima di iniziare i lavori è necessario presentare il relativo modulo al SUE, sempre attraverso il Portale dedicato:

Comunicazione di fine lavori
A lavori ultimati è necessario presentare il relativo modulo al Sue, sempre attraverso il Portale dedicato:

Allegati alla comunicazione:

  • Attestato di qualificazione energetica, se previsto.

Normativa di riferimento:

  • D.P.R. n. 380 del 6 giugno 2001 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”.

 

Ultimo aggiornamento: 04/02/2021

SCIA Alternativa al permesso di costruire

Edilizia residenziale SCIALT* – Edilizia attività produttive SCIALTS*

( *codice identificativo portale J-citygov)
Documentazione necessaria e informazioni sul procedimento da seguire

Descrizione

Alcuni interventi edilizi di rilevante consistenza possono essere realizzati con SCIA alternativa al permesso, come previsto dall’art. 23 del DPR 380/2001.

Nel caso in cui sia necessario acquisire, in via preliminare, pareri o atti di assenso di altri uffici o di altre amministrazioni il cittadino può richiedere, contestualmente alla presentazione della SCIA, che gli stessi siano acquisiti direttamente dall’Amministrazione comunale (Sportello unico edilizia – Sue e/o SUAP); in tale caso i lavori possono essere iniziati solo dopo  l’avvenuta acquisizione dei predetti atti di assenso.

Quando può essere presentata

La SCIA Alternativa (SCIALT) al permesso può essere presentata per:

  • interventi di ristrutturazione “pesante”, che portano ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, con modifiche alla volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti ovvero che cambiano la destinazione d’uso degli immobili situati nelle zone omogenee A, o modifiche della sagoma degli immobili soggetti a vincoli di cui al D.Lgs 42/2004;
  • interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica disciplinati da piani attuativi comunque denominati, tra cui rientrano gli accordi negoziali aventi valore di piano attuativo, che contengono precise disposizioni planivolumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza è stata esplicitamente dichiarata dal Consiglio comunale in sede di approvazione degli stessi piani di ricognizione di quelli vigenti. E’ prevista anche la possibilità che il progetto sia asseverato da apposita relazione tecnica che attesta che il piano contiene precise disposizioni;
  • interventi di nuova costruzione in diretta esecuzione degli strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni planivolumetriche;
  • interventi realizzati in applicazione della L.R 14/2009 e successive modificazioni e integrazioni (Piano casa)
  • interventi realizzati in applicazione della LR 40/2017.

Chi può presentare la SCIA alternativa

La Scia Alternativa (SCIALT) può essere inviata dagli stessi soggetti che possono inoltrare richiesta di permesso, cioè dai titolari di un diritto reale sull’immobile su cui verrà eseguito l’intervento edilizio (es. proprietari, usufruttuari, ecc ).

Documentazione da presentare e modalità

La SCIA Alternativa (SCIALT) al Permesso di Costruire (PdC) deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica sul Portale  dedicato.

In caso di problemi tecnici del portale sarà accettata via pec, allegando  lo screenshot del problema tecnico che non ha consentito l’invio on line.

  • B2 – SCIA Alternativa PdC
  • D – Soggetti coinvolti
  • Rifiuti da C&D
  • Procura speciale per l’invio di pratiche online (da utilizzare anche nell’eventualità dell’invio via pec)
  • Eventuali:
  •  Documentazione grafica:
    • Gli elaborati grafici di progetto devono riportare l’indicazione dell’oggetto e dell’ubicazione dell’intervento, la scala dei disegni, la data di redazione e il nome di chi richiede la pratica, nonché il nome del progettista con apposizione del timbro di iscrizione al relativo albo/ordine/collegio.
    • Negli elaborati dovranno essere rappresentati tutte le parti dell’edificio e/o dell’immobile oggetto di intervento, ossia tutte le piante, le sezioni ed i prospetti, con indicazione per ogni spazio, vano e locale, delle relative utilizzazioni o destinazioni d’uso, esistenti e/o di progetto. Ogni pianta e sezione deve essere quotata, con obbligo di evidenziare chiaramente, nel caso in cui ci si avvalga delle deroghe consentite dall’art.14, commi 6 e 7, del Dlgs n.102/2014 e s.m., le diversificazioni degli spessori in incremento. Nel caso di opere murarie di contenimento dovrà essere rappresentato il relativo prospetto d’insieme opportunamente quotato.
    • Nel caso di progetti che prevedano il rispetto delle norme relative all’abbattimento delle barriere architettoniche, anche per quanto previsto dal presente regolamento, i relativi elaborati dovranno esemplificare chiaramente le soluzioni progettuali e gli accorgimenti tecnici che si intendono adottare per garantire il soddisfacimento delle prescrizioni in materia di accessibilità, visitabilità ed adattabilità dei locali, i percorsi di accesso, nonché la possibilità di fruire dei servizi igienici, compresi gli antibagni e relativi ambienti di disimpegno in relazione alle dimensioni, da parte di persone diversamente abili.

Tempi e controlli

L’attività edilizia non può essere iniziata prima che siano decorsi 30 giorni dalla data della presentazione della pratica. Nel caso in cui la Scia sia condizionata ad altri atti di assenso/pareri, l’attività edilizia può essere iniziata solo dopo l’avvenuta acquisizione dei predetti atti.
Nel termine di 30 giorni dalla presentazione della Scia, l’Amministrazione comunale, nel caso di carenza dei requisiti e dei presupposti di legge, può notificare il divieto di prosecuzione dell’attività oppure, se possibile, prescrivere le misure necessarie per l’adeguamento alla normativa vigente.

In caso di interventi eseguiti in assenza o in difformità dalla Scia alternativa verranno applicate le sanzioni previste dal DPR 380/2001 Titolo IV (Vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia, responsabilità e sanzioni), in particolare quelle previste per le opere realizzate in assenza o in difformità dal permesso di costruire.

Costi

La presentazione della Scia alternativa è soggetta al pagamento di:

  • Diritti tecnici: € 232,60
  • Diritti di segreteria: € 20,20;
  • Contributo di costruzione, se previsto. In questo caso il richiedente deve allegare alla Scia la ricevuta del versamento, nella misura determinata dal l’ufficio oneri, in relazione alle opere da eseguire in base alle tabelle vigenti e al disciplinare oneri disponibili presso il Sue.

Fine Lavori e Certificato di collaudo finale

Ultimato l’intervento, il progettista o un tecnico abilitato rilascia un certificato di collaudo finale, che va presentato al Sue, con il quale si attesta la conformità dell’opera al progetto presentato con la SCIA Alternativa.

Verranno presentati al SUE:

Allegati alla comunicazione di fine lavori:

  • attestato di qualificazione energetica, se previsto

Normativa di riferimento

  • DPR 06/06/2001 n. 380: artt. 10 comma 1 lett. c) 23 e 23- bis.
  • L. 07/08/1990 n. 241 art. 19 (segnalazione certificata di inizio attività – scia).

Ultimo aggiornamento: 04/03/2020

Segnalazione Certificata d’Inizio Attività edilizia

Edilizia residenziale SCIA* – Edilizia attività produttive SCIAS*

(*codice identificativo portale J-citygov)
Documentazione necessaria e informazioni sul procedimento da seguire

Descrizione

La Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) consente al cittadino di eseguire, nell’immobile di sua proprietà, alcuni lavori edilizi di limitata entità, dopo aver presentato all’Amministrazione comunale un’apposita segnalazione (SCIA) asseverata da un tecnico abilitato.

La SCIAè un titolo edilizio, al pari del Permesso di costruire, che si forma solo se sussistono tutte le condizioni e i requisiti previsti dalla normativa vigente.

Nella SCIA, in particolare, la legge delega la verifica di tutti i requisiti necessari al privato che, con il supporto del tecnico di fiducia, attesta e autocertifica l’esistenza dei presupposti per la realizzazione dell’intervento.

Nel caso in cui sia necessario acquisire, in via preliminare, pareri o atti di assenso di altri uffici o di altre amministrazioni il cittadino può richiedere, contestualmente alla presentazione della SCIA, che gli stessi siano acquisiti direttamente dall’Amministrazione comunale (Sportello Sue); in tale caso i lavori possono essere iniziati solo dopo aver ricevuto, da parte dello Sportello Sue e/o del SUAP, la comunicazione dell’avvenuta acquisizione dei predetti atti di assenso.

Quando può essere presentata

La SCIA può essere presentata per alcune ipotesi di trasformazione edilizia degli immobili esistenti che non incidono in modo rilevante sul territorio, ad esempio per gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro o risanamento conservativo che riguardano anche parti strutturali degli edifici, ovvero per gli interventi di ristrutturazione edilizia (come definiti dall’art. 3 comma 1 lett. d) del DPR 380/2001), oppure per la realizzazione di varianti ai permessi di costruire che non configurano variazioni essenziali ( art. 22 commi 2 e 2-bis del DPR 380/2001).

Chi può presentare la Scia

La SCIA può essere inviata dagli stessi soggetti che possono inoltrare richiesta di permesso, cioè dai titolari di un diritto reale sull’immobile su cui verrà eseguito l’intervento edilizio (es. proprietari, usufruttuari, ecc.), ovvero dai titolari di un diritto personale compatibile con l’intervento da realizzare (es. conduttore con l’assenso del locatore).

Documentazione da presentare e modalità

La SCIA deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica sul Portale dedicato.

In caso di problemi tecnici del portale  sarà accettata via pec, allegando  lo screenshot del problema tecnico che non ha consentito l’invio on line.

Moduli da caricare online:

  • B1 – Segnalazione certificata inizio attività
  • D – Soggetti coinvolti
  • Rifiuti da C&D
  • Procura speciale per l’invio di pratiche online (da utilizzare anche nell’eventualità dell’invio via pec)
  • Eventuali:
  • Integrazioni successive:
  • Documentazione grafica:
    • Gli elaborati grafici di progetto devono riportare l’indicazione dell’oggetto e dell’ubicazione dell’intervento, la scala dei disegni, la data di redazione e il nome di chi richiede la pratica, nonché il nome del progettista con apposizione del timbro di iscrizione al relativo albo/ordine/collegio.
    • Negli elaborati dovranno essere rappresentati tutte le parti dell’edificio e/o dell’immobile oggetto di intervento, ossia tutte le piante, le sezioni ed i prospetti, con indicazione per ogni spazio, vano e locale, delle relative utilizzazioni o destinazioni d’uso, esistenti e/o di progetto. Ogni pianta e sezione deve essere quotata, con obbligo di evidenziare chiaramente, nel caso in cui ci si avvalga delle deroghe consentite dall’art.14, commi 6 e 7, del Dlgs n.102/2014 e s.m., le diversificazioni degli spessori in incremento. Nel caso di opere murarie di contenimento dovrà essere rappresentato il relativo prospetto d’insieme opportunamente quotato. Per le opere in sanatoria rappresentare lo stato autorizzato con la sovrapposizione in rosso dello stato da sanare.
    • Nel caso di progetti che prevedano il rispetto delle norme relative all’abbattimento delle barriere architettoniche, anche per quanto previsto dal presente regolamento, i relativi elaborati dovranno esemplificare chiaramente le soluzioni progettuali e gli accorgimenti tecnici che si intendono adottare per garantire il soddisfacimento delle prescrizioni in materia di accessibilità, visitabilità ed adattabilità dei locali, i percorsi di accesso, nonché la possibilità di fruire dei servizi igienici, compresi gli antibagni e relativi ambienti di disimpegno in relazione alle dimensioni, da parte di persone diversamente abili.

Tempi e controlli

L’attività edilizia può essere iniziata dalla data della presentazione della pratica. Nel caso in cui la SCIA sia condizionata ad altri atti di assenso/pareri, l’attività edilizia può essere iniziata solo dopo l’avvenuta acquisizione dei predetti atti.

Nel termine di 30 giorni dalla presentazione della SCIA, l’Amministrazione comunale, nel caso di carenza dei requisiti e dei presupposti di legge, può notificare il divieto di prosecuzione dell’attività oppure, se possibile, prescrivere le misure necessarie per l’adeguamento alla normativa vigente.

In caso di interventi eseguiti in assenza o in difformità dalla SCIA verranno applicate le sanzioni previste dal titolo IV (Vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia, responsabilità e sanzioni) del DPR 380/2001.

Costi

La presentazione della SCIAè soggetta al pagamento di:

  • € 108,35 per diritti tecnici;
  • € 20,20 per diritti di segreteria;
  • contributo di costruzione, se previsto. In questo caso il richiedente deve allegare alla Scia la ricevuta del versamento, nella misura determinata dal l’ufficio oneri, in relazione alle opere da eseguire in base alle tabelle vigenti e al disciplinare oneri disponibili presso il Sue.

Fine Lavori e Certificato di collaudo finale

A lavori ultimati è possibile presentare il relativo modulo al Sue:

Allegati alla comunicazione di fine lavori:

  • attestato di qualificazione energetica, se previsto.

Normativa di riferimento:

  • DPR 06/06/2001 n. 380: artt. 10 comma 1 lett. c) 23 e 23- bis.
  • L. 07/08/1990 n. 241 art. 19 (segnalazione certificata di inizio attività – scia).

 

Ultimo aggiornamento: 04/03/2020

Comunicazione Inizio Lavori Asseverata per attività edilizia libera

Edilizia residenziale CILA – Edilizia per attività produttive CILAS

Modalità operative per gli interventi edilizi di minore entità

Descrizione

La disciplina degli interventi edilizi di minore entità è stata modificata a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 222 del 25/11/2016 (c.d. decreto Scia 2), che ha ampliato i casi di interventi che non richiedono l’obbligo di effettuare alcuna comunicazione preliminare agli uffici comunali.

Gli interventi minori che devono essere preventivamente comunicati sono ora soggetti a CILA (Comunicazione inizio lavori asseverata), che deve essere inviata per tutte le attività edilizie non comprese nell’attività di edilizia libera, nella Scia e nel permesso di costruire.

Tipologie di intervento

Interventi di edilizia libera con comunicazione e relazione tecnica asseverata (CILA)
Come indicato nell’art. 6-bis del DPR n. 380/2001.

Sono soggetti a Cila tutti gli interventi edilizi che, in via residuale, non sono compresi nell’attività edilizia libera senza comunicazione (art. 6), nel permesso di costruire (art. 10) e nella Segnalazione certificata di inizio attività (art. 22).

A titolo puramente esemplificativo si indicano alcuni interventi soggetti a CILa:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo che non riguardino parti strutturali (“leggeri”);
  • frazionamenti e fusioni di due o più unità immobiliari

Documentazione da presentare e modalità

La CILA deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica sul Portale dedicato.

In caso di problemi tecnici del portale  sarà accettata via pec, allegando  lo screenshot del problema tecnico che non ha consentito l’invio on line.

Moduli da caricare online:

Comunicazione di fine lavori

A lavori ultimati è possibile presentare il relativo modulo al Sue:
E – Modulo fine lavori online

Allegati alla comunicazione di fine lavori:

  • attestato di qualificazione energetica, se previsto.
  • ricevuta dell’avvenuta presentazione della variazione catastale conseguente alle opere realizzate ovvero dichiarazione che le stesse non hanno comportato modificazioni del classa mento, se necessario per la tipologia d’intervento segnalato.

Indicazioni generali

Gli interventi edilizi liberalizzati devono, in ogni caso, rispettare le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e di tutte le altre norme di Settore aventi incidenza sull’attività edilizia (ad esempio norme di sicurezza, antisismiche, antincendio, igienico-sanitarie, norme relative all’efficienza energetica, disposizioni contenute nel Codice dei beni culturali e del paesaggio, ecc.).

L’acquisizione delle autorizzazioni e degli altri atti di assenso eventualmente necessari sono a cura dell’interessato, ovvero possono essere richiesti allo Sportello unico Sue (art. 23 bis DPR 380/01)  e/o al  SUAP contestualmente alla presentazione della comunicazione. In tale caso i lavori possono essere iniziati solo dopo la l’acquisizione degli atti di assenso.

La Cila non può mai essere presentata come variante ad un intervento soggetto a titolo edilizio; con riferimento all’art.22 comma 2 e 2-bis, le varianti e le varianti finali, da comunicare a fine lavori, sono realizzabili mediante Scia soltanto per i Permessi di Costruire.

Pagamenti

La presentazione della CILA è soggetta al pagamento di:

  • € 77,80 per diritti tecnici;
  • € 5,55 per diritti di segreteria;
  • Il mancato invio della Comunicazione di inizio lavori (Cila), determina l’applicazione di una sanzione pecuniaria di 1000 euro, ridotta di 2/3, quindi pari a 333 euro, se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l’intervento è già in corso di esecuzione;
  • Nel caso in cui le opere realizzate non rientrino nell’attività edilizia libera e/o contrastino con la normativa urbanistica verranno applicate le corrispondenti sanzioni previste dal titolo IV del DPR 380/2001 in materia di vigilanza e controllo sull’attività edilizia (demolizione, sanzione pecuniaria, ecc.).

Normativa di riferimento

DPR n. 380 del 6 giugno 2001 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia” come modificato dal D.Lgs 25/11/2016 n. 222:

  • art. 6 (attività edilizia libera)
  • art. 6-bis (interventi subordinati a comunicazione di inizio lavori asseverata)
  • art. 23-bis (autorizzazioni preliminari alla segnalazione)

Ultimo aggiornamento: 04/03/2020

Comunicazione Inizio Lavori per attività edilizia libera

Edilizia residenziale CIL – Edilizia attività produttive CILS

Modalità operative per gli interventi edilizi di minore entità

Descrizione

La disciplina degli interventi edilizi di minore entità è stata modificata a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 222 del 25/11/2016 (c.d. decreto Scia 2), che ha ampliato i casi di interventi che non richiedono l’obbligo di effettuare alcuna comunicazione preliminare agli uffici comunali.

Tipologie di intervento

Interventi di edilizia libera con Comunicazione di inizio dei lavori (Cil)
Come indicato nell’art. 6, comma 1 lett. e-bis del D.P.R. 380/2001:

  • opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni.

Documentazione da presentare e modalità (presentazione online)

La CIL deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica sul Portale dedicato.

In caso di problemi tecnici del portale sarà accettata via pec, allegando lo screenshot del problema tecnico che non ha consentito la prsentazione on line.

Moduli da caricare online:

Comunicazione di fine lavori

A lavori ultimati è possibile presentare il relativo modulo al Sue:

E- Modulo fine lavori

 Indicazioni generali

Gli interventi edilizi liberalizzati devono, in ogni caso, rispettare le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e di tutte le altre norme di Settore aventi incidenza sull’attività edilizia (ad esempio norme di sicurezza, antisismiche, antincendio, igienico-sanitarie, norme relative all’efficienza energetica, disposizioni contenute nel Codice dei beni culturali e del paesaggio, ecc.).

L’acquisizione delle autorizzazioni e degli altri atti di assenso eventualmente necessari sono a cura dell’interessato, ovvero possono essere richiesti allo Sportello unico Sue (art. 23 bis DPR 380/01) e/o  al SUAP (DPR 160) contestualmente alla presentazione della comunicazione. In tale caso i lavori possono essere iniziati solo dopo la comunicazione, da parte dello Sportello unico, dell’acquisizione degli atti di assenso.

Pagamenti

Per Cil non sono previsti versamenti per diritti di segreteria e  marca da bollo.

Normativa di riferimento

DPR n. 380 del 6 giugno 2001 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia” come modificato dal D.Lgs 25/11/2016 n. 222:

  • art. 6 (attività edilizia libera)
  • art. 6-bis (interventi subordinati a comunicazione di inizio lavori asseverata)
  • art. 23-bis (autorizzazioni preliminari alla segnalazione)
  • Tabella A allegata al D.Lgs. 222/2016 – Sezione seconda edilizia (con valore informativo).

 

Ultimo aggiornamento: 30/06/2019

Attività edilizia libera senza comunicazione

Documentazione necessaria e informazioni sul procedimento da seguire

Gli interventi di edilizia libera senza comunicazione sono gli interventi edilizi indicati nell’art. 6, comma 1, lett. a), a-bis), b), c), d), e), e-ter), e-quater), e-quinquies) del D.P.R. 380/2001:

  • interventi di manutenzione ordinaria di cui all’art. 3 comma 1 lett. a);
  • interventi di installazione delle pompe di calore aria/aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW;
  • interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio;
  • opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato;
  • movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;
  • serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola;
  • opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati;
  • pannelli solari, fotovoltaici, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444;
  • aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.
  • Targhe fino a 1500 cmq

Dal 23 aprile 2018 è in vigore il DM 02/03/2018 (pubblicato sulla GU n. 81 del 07/04/2018), che contiene il glossario delle opere di edilizia libera, in attuazione dal Decreto Scia 2 (D.lgs. 222/2016) ed elenca in modo puntuale gli interventi che non richiedono alcuna autorizzazione del Comune per essere intrapresi.

Gli interventi edilizi liberalizzati devono, in ogni caso, rispettare le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e di tutte le altre norme di Settore aventi incidenza sull’attività edilizia (ad esempio norme di sicurezza, antisismiche, antincendio, igienico-sanitarie, norme relative all’efficienza energetica, disposizioni contenute nel Codice dei beni culturali e del paesaggio, ecc.).

Il SUE rende disponibile un modello che può essere facoltativamente presentato e che consente di verificare puntualmente se l’intervento da realizzare ricade nelle attività di edilizia libera.

MODULO COMUNICAZIONE

Nel caso in cui le opere realizzate non rientrino nell’attività edilizia libera e/o contrastino con la normativa urbanistica verranno applicate le corrispondenti sanzioni previste dal titolo IV del DPR 380/2001 in materia di vigilanza e controllo sull’attività edilizia (demolizione, sanzione pecuniaria, ecc.).

Ultimo aggiornamento: 30/06/2019